Palazzo Reale

La fondazione del Palazzo Reale di Napoli risale ai primi del 1600, quando i Viceré spagnoli di Napoli decisero di costruire, per sé e per i soggiorni del Re di Spagna, una residenza spaziosa e confortevole, ben diversa quindi, dai castelli fortificati nei quali avevano vissuto i Re angioini ed aragonesi. Il luogo prescelto si trovava accanto a Castel Nuovo, alla fine di via Toledo, verso il nuovo quartiere residenziale di Chiaia, a sud-ovest della città antica. Il progetto fu affidato dall’allora viceré, Fernando Ruiz de Castro Conte di Lemos, all’architetto Domenico Fontana, tra i più famosi architetti del tempo, proveniente dalla corte papale, che ispirò il suo disegno progettuale a canoni tardo-rinascimentali, già sperimentati a Roma, nella sua attività per Sisto V.

Soprattutto nella facciata principale si rivelano le accentuazioni manieristiche nell’allungamento del corpo di fabbrica, nell’impiego del mattone sapientemente abbinato al piperno, nell’uso di frontoni e lesene espressione dei tre ordini architettonici: tuscanico al piano terra, ionico e poi corinzio nei piani superiori. Attualmente nella facciata si aprono archi e nicchie al cui interno, i Savoia collocarono otto statue rappresentanti i più illustri sovrani delle varie dinastie ascese al trono di Napoli: Ruggiero il Normanno; Federico II di Svevia; Carlo I d’Angiò; Alfonso I d’Aragona; Carlo V; Carlo III di Borbone; Gioacchino Murat; Vittorio Emanuele III. Domenico Fontana morì nel 1607, la costruzione del Palazzo continuerà per secoli, completata solo nel 1852 ad opera di Gaetano Genovese. Vi lavoreranno i più noti architetti del Regno, nell’ordine: Giulio Cesare Fontana, Bartoleomeo Picchiatti, Onofrio Gisolfi, Francesco Antonio Picchiatti, Domenico Antonio Vaccaro, Ferdinando Sanfelice, Luigi Vanvitelli, Ferdinando Fuga, Antonio Niccolini ed, infine, il già ricordato Genovese. Ma, nonostante una fase costruttiva così allungata nel tempo, il progetto resterà fedele al disegno fontaniano, delineato nella sua opera “Dichiarazione del Nuovo Regio Palagio cominciato nella Piazza di San Luigi” del 1604. Ancor oggi il Largo di Palazzo, oggi piazza del Plebiscito, è uno dei centri del potere dello Stato a Napoli, dove si affacciano le sedi del Comando Militare in Italia Meridionale e della Prefettura. Dal 1919 il Palazzo ospita il Museo dell’Appartamento storico e la ricchissima Biblioteca Nazionale, svolgendo, quindi, nella vita della città, un ruolo diverso, ma di fondamentale rilevanza culturale.

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