Ballo a corte

Ballo a corteal Palazzo Reale – Napoli

Teatro & Arte

sabato 14, lunedì 16, martedì 17 febbraio ore 15.30 e 17.30 e domenica 15 febbraio ore 10.00, 12.00, 15.30 – carnevale

per la scuola dell’infanzia e primaria

febbraio: lunedì 2, martedì 3, giovedì 5, venerdì 6, lunedì 9, martedì 10, giovedì 12, venerdì 13, giovedì 19, venerdì 20, lunedì 23, martedì 24, giovedì 26, venerdì 27 ore 9.30 e 11.30

le nuvole/ Progetto Museo

messa in scena di Fabio Cocifoglia

con Rosanna Gagliotti e Gaetano Nocerino

consulenza scientifica Maria Laura Chiacchio e Chiara Ruggiero

visita con spettacolo

durata 90 minuti

dai 3 anni

in collaborazione con Servizio Educativo della Soprintendenza BAPSAE Napoli e Provincia

La visita guidata con incursioni teatrali è un’esperienza emozionante che coniuga l’arte, la storia e l’archeologia con il teatro, trasformando la visita in un momento di fruizione “a tutto tondo”.

Ballo a corte

Invitati a corte per partecipare al “gran ballo”, gli ospiti, appena giunti a palazzo, sorprendono il re Ferdinando intento a divorare il suo consueto babà e pronto a scappare per un’allettante battuta di caccia nel bosco. Il re, infatti, preferisce di gran lunga questo tipo svaghi alle grandi e sontuose feste ma, nonostante la fretta ed il babà da terminare, il sovrano si intrattiene per accogliere i nobili intervenuti, invitandoli a proseguire il percorso all’interno delle sale della sua residenza. Nelle stanze dell’appartamento reale, mentre sono intenti all’osservazione dei sontuosi arredi, gli invitati incontrano anche la regina Maria Carolina, ancora alle prese con la toeletta.

Preoccupata per la miglior riuscita del gran ballo, la sovrana si intrattiene con gli ospiti per una vera e propria lezione di danza, ma del ‘re lazzarone’ si sono perse le tracce… finché Maria Carolina riesce a sventare il suo tentativo di abbandonare il palazzo, cercando di convincerlo dell’importanza delle regole dell’etichetta, fino a ‘costringerlo’ a partecipare al ballo nel magnificente salone, insieme agli illustri ospiti.

Ferdinando e Maria Carolina

Ferdinando, figlio di Carlo di Borbone, fu incoronato Re di Napoli a soli 9 anni, nel 1759, quando suo padre salì al trono di Spagna alla morte, sopraggiunta improvvisamente, del fratello Ferdinando VI che non aveva lasciato eredi.

In considerazione della giovane età del nuovo sovrano, gli affari di governo furono affidati ad un Consiglio di Reggenza presieduto da Bernardo Tanucci che già aveva collaborato con Carlo di Borbone.

Allo stesso tempo occorreva pensare all’educazione e alla formazione politica e militare del giovane Ferdinando e si decise di affidare l’incarico a chi fosse stato in grado di offrire più denaro per occuparsi del re piuttosto che valutarne le effettive capacità di adempiere a tale compito.

Con tali premesse l’incarico fu assegnato al principe di San Nicandro, che non si dimostrò all’altezza della situazione con la conseguenza, più che evidente, che il re preferiva esprimersi nel dialetto locale e poco si interessò agli affari del regno.

Si racconta che amasse andare a caccia e a pesca e disdegnasse le regole d’etichetta preferendo la compagnia dei popolani, i cosiddetti lazzari, che gli conferirono l’affettuoso epiteto di ‘re lazzarone’. Accanto a tale definizione Re Ferdinando passò alla storia anche come ‘re nasone’ per via della forma del naso, appunto, piuttosto prominente.

A 18 anni, sposò l’arciduchessa Maria Carolina, che aveva allora 16 anni, figlia dell’imperatrice d’Austria e persona di grande cultura la cui formazione spaziava fra molteplici discipline e le consentiva di parlare diverse lingue. Entrata a far parte del consiglio di Stato,

di diritto dopo la nascita del primo figlio, ebbe un ruolo molto attivo nel governo del regno, spostando l’asse degli interessi del Regno di Napoli verso il centro Europa piuttosto che verso il mediterraneo spagnolo.

L’iniziale atteggiamento di ‘sovrana Illuminata’ e il suo rapporto con l’ambiente colto napoletano cambiarono all’alba dello scoppio dei moti rivoluzionari in Francia prima e a Napoli poi. Nel 1799, nel breve periodo della Repubblica Partenopea, e, poi, nel decennio di dominazione napoleonica (1805-1815) la coppia reale fu costretta a fuggire a Palermo.

Solo Re Ferdinando rientrò a Napoli, dove volle far costruire, proprio di fronte a Palazzo Reale, una chiesa per ringraziare San Francesco di Paola di avergli consentito di rientrare a Napoli. Ma, ormai anziano, preferì affidare la cura del Regno a suo figlio Francesco.

Il Palazzo Reale di Napoli – L’appartamento storico

A cavallo tra il Cinquecento e il Seicento il viceré di Napoli, conte di Lemos, decise di far costruire un grande palazzo reale, affidandone la progettazione ad uno degli architetti più famosi del tempo, Domenico Fontana. Nei primi tempi i lavori avanzarono rapidamente e nel giro di pochi anni furono completati la facciata e i corpi di fabbrica intorno al cortile centrale, inoltre, nel corso dei secoli, la struttura architettonica fu ampliata e modificata più volte.

Si accede agli appartamenti attraverso uno scalone monumentale a doppia rampa, che ben si prestava ai complessi cerimoniali della corte. Il percorso di visita all’appartamento storico, si snoda attraverso una serie di ambienti, con destinazione d’uso, sia pubblica sia privata. Il primo che si incontra è il teatro di corte, realizzato per volere di Ferdinando IV in occasione delle sue nozze con Maria Carolina d’Austria nel 1768. Seguono tre anticamere e la sala del trono, dove il sovrano riceveva ambasciatori, titolati e sudditi. La cosiddetta galleria degli ambasciatori, collega le sale dedicate al ricevimento pubblico con l’appartamento del sovrano, camere che hanno subito nel corso degli anni molteplici trasformazioni ma che conservano ancora sia gli affreschi di Battistello Caracciolo sia importanti arredi ottocenteschi, come quelli in stile impero dello studio di Murat. L’appartamento della regina si contraddistingue per la decorazione del soffitto con stucchi bianco e oro, parallelamente corrono le retrocamere. Infine si accede al salone d’Ercole, ambiente di ricevimento e di rappresentanza del palazzo.

Gli apparati decorativi e gli arredi – affreschi, arazzi, dipinti, porcellane, orologi… – sono stati realizzati in epoche diverse e, grazie alla loro varietà e ricchezza, restituiscono i cambiamenti di gusto che hanno caratterizzato i diversi momenti di vita del palazzo.

Prenotazione obbligatoria.

Numero limitato di posti, ad ogni replica possono partecipare fino ad un massimo di 100 persone, suddivise in 4 gruppi

Si consiglia di indossare scarpe e abiti comodi per possibilità di sedute a terra.

Il sito non ha guardaroba e deposito bagagli.

Per la scuola

Contattare l’ufficio scuola le nuvole per verificare la disponibilità dei posti

la conferma dovrà avvenire entro i 5/7 giorni successivi – tramite mail o fax –

inviando il modulo di prenotazione le nuvole (scaricabile dal sito www.lenuvole.com o da richiedere a info@lenuvole.com)

Al ricevimento del fax la prenotazione sarà effettiva in tutti i suoi termini e non saranno accettate modifiche se non per cause di forza maggiore. L’importo indicato sul fax di prenotazione dovrà essere versato a Le Nuvole entro i sette giorni precedenti la data prenotata

. 175,00 per 1 gruppo di massimo 25 unità.

Il giorno dello spettacolo saranno rilasciati biglietti SIAE corrispondenti.

Per ogni gruppo 2 ingressi omaggio per gli insegnanti accompagnatori.

Le scuole dovranno consegnare in biglietteria la richiesta d’ingresso su carta intestata della scuola con i nominativi di tutti i partecipanti.

Per i festivi

Contattare l’ufficio Le Nuvole per verificare la disponibilità dei posti. Al momento della prenotazione saranno indicate le modalità di pagamento per il preacquisto dei biglietti.

. 8,00 cadauno (Il giorno dello spettacolo saranno rilasciati biglietti SIAE corrispondenti),

Gli adulti dovranno acquistare il biglietto d’ingresso, presso la biglietteria del sito, lo stesso giorno di attività.

Le Nuvole teatro stabile d’innovazione per le nuove generazioni – Napoli

info@lenuvole.com; www.lenuvole.com

0812395653 (feriali 9.00-17.00)

I commenti sono chiusi