L’ottocento tra Restaurazione ed emergenze sociali

6La nuova sezione dell’Ottocento del Museo di Capodimonte, il cui accattivante allestimento mira a ricostruire gli appartamenti privati che furono prima degli ultimi sovrani borbonici e, successivamente, dei Savoia, restituendo una fedele immagine del gusto e dello stile di vita degli originari ‘inquilini’, offrirà ai ragazzi, attraverso l’analisi di dipinti, sculture, arredi e oggetti di arti decorative, la possibilità di immergersi nell’arte dell’Ottocento ripercorrendone anche i principali lineamenti storici e culturali.

informazioni:

per chi: terze classi secondaria di I grado / secondaria di II grado

durata: h 1.30

costo: € 90,00 a gruppo (max 30 alunni)

Le scuole e i gruppi dovranno portare richiesta d’ingresso al museo su carta intestata con nominativi di tutti i partecipanti.

Si consiglia di indossare abiti e scarpe comode per possibilità di seduta a terra.

Il sito non ha guardaroba e deposito bagagli.

prenotazioni: musis ufficio scuola 848 800 288; dai cellulari, dall’estero e dai telefoni non abilitati 06 39967050 lunedì-venerdì 9.00-18.00; sabato 9.00-14.00

Tipologia dell’attività: visita a tema.

Descrizione dell’attività: la visita si svolge come una piacevole e inusuale lezione che, analizzando come fonti iconografiche una selezione di dipinti, sculture e arredi databili fra Otto e Novecento, consente di integrare e approfondire, con approccio interdisciplinare, la programmazione didattica curriculare di letteratura, storia e storia dell’arte del XIX secolo.

In particolare, dopo la sala iniziale, dedicata alle opere della prima metà dell’Ottocento, con “dipinti di figura e interni”, l’ambiente successivo evoca uno studiolo regale, impreziosito da arredi e dipinti con paesaggi della Scuola di Posillipo.

Nelle sale più grandi, che conservano il suggestivo rapporto con il parco ed il panorama sul golfo di Napoli, sono esposti acquerelli con i “siti reali” borbonici e paesaggi della Scuola di Resina, nonché opere di personalità di spicco, tra le quali Domenico Morelli e Filippo Palizzi e una serie di dipinti, appartenenti al ventennio post-unitario, quando artisti napoletani come Gioacchino Toma, Michele Cammarano, Antonio Mancini, Vincenzo Gemito e Vincenzo Migliaro contribuirono a costituire un linguaggio figurativo nazionale, approfondendo le tematiche del realismo nei singoli aspetti sociali, psicologici e naturalistici. Il percorso continua con il tema dell’orientalismo e gli affascinanti ritratti femminili di fine secolo e, dopo lo studio-biblioteca i cui arredi ricomposti e restaurati appartenevano alla regina Maria Carolina, si conclude con un omaggio alle più importanti donazioni che hanno arricchito le collezioni museali.

Descrizione della sezione del Museo interessata dalla visita: il percorso si svolge nella nuova sezione dell’Ottocento allestita in alcuni ambienti del piano ammezzato, sale del ‘piano matto’ che all’epoca dei sovrani Borbone e Savoia erano destinate a spazi privati della corte. Nel 1816 avevano infatti ospitato l’appartamento di Ferdinando I e, successivamente, a metà secolo, erano diventate il “quartino ad uso di S.A.R. la Principessa D.a Carolina”, nipote di Ferdinando, che, andata in sposa a Carlo di Montemolin nel 1850, ebbe la disponibilità di abitarlo durante i suoi soggiorni a Napoli. In epoca Savoia, gli ambienti erano destinati al ramo cadetto dei Duchi di Aosta, che vi soggiornano fino al 1948. L’allestimento – oltre duecento opere tra dipinti, sculture e oggetti d’arredo raggruppati per ambienti tematici che rievocano atmosfere d’epoca – valorizza il fascino ottocentesco degli spazi suggerendo una dimensione più intima, lontana dalla maestosità degli ambienti di rappresentanza dell’Appartamento Reale al piano nobile della Reggia. L’ordinamento delle opere, pervenute al Museo per acquisto sia dei sovrani borbonici che di Casa Savoia, oltre che per successiva donazione allo Stato italiano di sostanziosi nuclei di opere d’arte da parte di illuminati collezionisti napoletani come Alfonso Marino (1957), Gustavo Toma (1961), Giuseppe Cenzato (1969) e Angelo Astarita (1970), consente di approfondire l’evoluzione dei vari aspetti del gusto e della cultura figurativa napoletana durante tutto il XIX.

Obiettivi didattici:

  • stimolare l’osservazione;

  • conoscere gli spazi privati della corte di epoca borbonica e di Casa Savoia;

  • analizzare la produzione artistica napoletana del XIX secolo dal Neoclassicismo al Biedermeier, dall’Orientalismo all’Eclettismo;

  • approfondire il contesto storico e culturale dell’Ottocento.

Informazioni sul sito

Museo di Capodimonte, Via Miano, 2 – 80131 – Napoli

Apertura 8.30/19.30: ingresso consentito fino alle 18.30; chiuso il mercoledì.

Al momento della stesura della presente proposta, solo a titolo indicativo, il costo del biglietto d’ingresso (a persona) al Museo di Capodimonte è: intero € 7,50; ridotto: € 3,75; dopo le ore 14.00 il costo del biglietto intero è di € 6,50; gratuito: per i cittadini della Unione Europea sotto i 18 anni (portare un documento d’identità), docenti accompagnatori. Ulteriori informazioni sul Museo Nazionale di Capodimonte e aggiornamento costi dei biglietti d’ingresso: www.polomusealenapoli.beniculturali.it

per arrivare

Tangenziale uscita Capodimonte, seguire le indicazioni per il Museo.

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