Visita alla nuova sezione museale
della Certosa di San Martino
con Maria Morgera
Il nuovo e suggestivo percorso espositivo del Museo, inaugurato a dicembre 2025, si snoda attraverso 12 sale, ospita circa 200 opere, tra pitture, arti decorative, sculture, oggetti di collezionismo storico, fotografie e preziosi nuclei provenienti dalle grandi raccolte confluite nel Museo fin dai primi anni della sua istituzione, restituendo così l’immagine di una città colta e cosmopolita, profondamente inserita nei circuiti europei del Grand Tour, capitale di un regno in trasformazione e per questo attraversata da profondi cambiamenti politici, sociali e culturali.
Costruita a partire dal 1325 secondo il modello delle fondazioni certosine, la Certosa di San Martino è uno dei più importanti complessi monumentali di Napoli e, a seguito di trasformazioni e ampliamenti dei secoli successivi, uno dei più raffinati esempi di arte barocca italiana.
Divenuto ‘museo’ dopo l’Unità d’Italia, San Martino custodisce alcune delle testimonianze più rilevanti della storia artistica napoletana. L’introduzione dell’Ottocento nel percorso museale consente di leggere in continuità l’evoluzione dell’arte a Napoli, proponendo una suggestiva panoramica delle espressioni artistiche e del collezionismo ottocentesco.
Il nuovo allestimento, progettato da Fernando Giannella e co-curato scientificamente da Isabella Valente e da Luigi Gallo, direttore ad interim dei Musei del Vomero - polo museale che comprende la Certosa, il vicino Castel Sant’Elmo e il Museo Duca di Martina in Villa Floridiana - va a scandire un racconto ampio, che intreccia collezionismo, cambiamenti del gusto e pratiche artistiche.
Le porcellane della Real Fabbrica di Napoli, le maioliche, i vetri e i coralli, la pittura di paesaggio delle Scuole di Posillipo e di Resina, le opere veriste di Palizzi, Morelli e Mancini, la sezione dedicata alla scultura, dominata dalla figura del grande Vincenzo Gemito, ci restituiscono l’immagine di una Napoli che cambia profondamente, ma che trova nel paesaggio e nella vita quotidiana il modo di raccontare sé stessa.
Attraverso lo sguardo degli artisti, la città diventa memoria, identità e racconto visivo: un luogo osservato dal vero, vissuto e interpretato con sensibilità moderna.
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